Agli inizi del 1900 il barone Giovanni Economo promuove, con altri finanzieri triestini, per favorire il sorgere di nuove industrie, la costituzione dell’ “associazione per i fondi di Zaule”, tutta di capitali privati, che procede all’acquisto dei terreni ed ai primi lavori di bonifica della piana di Zaule e di parziale apertura del canale navigabile. La “Zaule” venderà poi, nel 1950, i terreni (oltre 650 mila metri quadrati) all’Ente del porto industriale, per 80 milioni di lire, e quindi procederà al suo scioglimento.
Nel gennaio del 1929 viene costituita la “Società Anonima della Zona Industriale del Porto di Trieste”, che nel 1933 ottiene dallo Stato (prima sino al 1936 e poi con facoltà prorogata al 1943) la concessione delle zone da espropriare, nella piana di Zaule, per dare attuazione al Regio Decreto legge del 10 agosto del 1928, sui “provvedimenti per la Zona Industriale di Trieste” (consistenti, in sostanza, in agevolazioni fiscali). La situazione di crisi dell’economia italiana in quel periodo rinvia sino al 1938 la progettazione dell’assetto del comprensorio da parte della società che nel frattempo ha cambiato la sua denominazione in “Società per Azioni Porto Industriale di Trieste”. I primi lavori – iniziati nel 1940 – si interrompono nel 1942, dopo un secondo intervento di scavo del canale navigabile. Nel dopoguerra la Sapi stimola, in varie sedi, la ripresa dei vecchi progetti.
Nel decidere l’avvio del progetto nel secondo dopoguerra prevale, sia da parte del Governo Militare Alleato, che delle forze politiche, la tesi di un ente di gestione della zona industriale, interamente di “mano pubblica” (la Sapi ha una consistente presenza di capitali privati).
Così nel 1949 – mentre nel giugno si scioglie la Sapi – con decreto pubblicato in data 21 maggio viene costituito l’Ente del Porto Industriale di Zaule (che assume successivamente il nome di Porto Industriale di Trieste, “in conseguenza dell’estensione dei privilegi fiscali a tutti i comuni della zona anglo-americana”).
E’ l’ “ordine” numero 104 del Governo Militare Alleato che delinea le caratteristiche dell’ “Ente di coordinamento per lo sviluppo del porto industriale di Zaule”, con la facoltà di espropriare, acquistare, vendere i fondi ed i fabbricati necessari per l’avvio di un’attività industriale”, nel comprensorio di Zaule. “Per l’insediamento industriale”, l’Ente ha anche il compito e la facoltà di predisporre ”tutte le infrastrutture ed i servizi necessari per il funzionamento della produzione”.
Sotto il profilo giuridico l’Ente subisce poi modifiche ed adeguamenti nel 1969 con la legge n. 163 ed ha la definizione di Ezit (Ente per la Zona Industriale di Trieste); successivamente, nel 1978, con il decreto del Presidente della Repubblica che – sulla base degli accordi italo-jugoslavi di Osimo, ratificati dal parlamento repubblicano – proroga la durata dell’Ente sino al 2007: in sostanza l’assetto rimane costante dal 1949.