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Dalla dieta al menĂ¹, per dimagrire nel piacere

15-07-2011

dietaFinora l’idea di perdere peso e stata inestricabilmente legata all’idea di rinuncia. Per metterla in termini semplici un individuo deve attraversare un periodo di severa penitenza, cui segue un ulteriore periodo destinato a durare indefinitivamente di castigo e costrizione.

La prima fase prende il nome di dieta, la seconda di mantenimento. Entrambe rappresentano un tempo di flagellazione e tormento, un tunnel buio cui ci costringiamo ma dal quale fuggiamo appena il desiderio di vedere la luce (il cibo) riprende il sopravvento.
E questa la principale ragione per cui le diete non funzionano. E’ questa la ragione per cui l’obesità nei paesi occidentali è in continua crescita nonostante le campagne avviate dall’OMS, la ragione per cui il ‘peso’ è diventato un nemico difficile ed elusivo.
Una ragione semplice: non si può battere il ‘piacere’ con la ‘frustrazione’.

Per sconfiggere l’insopportabile piacere del ‘mangiare’, bisogna sostituirlo con un ‘piacere’ altrettanto grande in qualità e quantità

Ma al fine di trovare il cibo che possa rimpiazzare quanto generalmente troviamo sulla nostra tavola, in termini di altrettanto sapore, maggior genuinità e miglior impatto sulla nostra salute complessiva, dobbiamo fare un passo indietro, alle origini del nostro modo di mangiare. Dobbiamo essere sordi al richiamo delle ‘sirene americane’ e tornare al cuore del cibo mediterraneo.