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Programma di interventi di caratterizzazione nel SIN di Trieste

15-07-2011

Programma di interventi di caratterizzazione nel SIN di Trieste (.pdf)

S.I.N. Sito di Interesse Nazionale


Con riferimento al Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio 24/02/2003 (in Suppl. ordinario n. 83 alla Gazz. Uff., 27 maggio, n. 121) "Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Trieste", le aree da sottoporre ad interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d'emergenza, bonifica, ripristino ambientale e attività di monitoraggio sono individuate all'interno del perimetro indicato nella Cartografia. L'art. 1 stabilisce che l'attuale perimetrazione non esclude l'obbligo di bonifica rispetto ad eventuali, ulteriori aree che dovessero risultare inquinate e che attualmente, sulla base delle indicazioni degli Enti locali, non sono state individuate con il Decreto stesso. Viene inoltre stabilito che la perimetrazione potrà essere modificata con Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio nel caso in cui dovessero emergere altre aree con una possibile situazione di inquinamento, tale da rendere necessari ulteriori accertamenti analitici e/o interventi di bonifica.
La Legge Regionale 24/05/2004 n. 15 Riordinamento normativo dell'anno 2004 per i settori della protezione civile, ambiente, lavori pubblici, pianificazione territoriale, trasporti ed energia stabilisce all'art. 6 le disposizioni urgenti per eseguire la bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale di Trieste e della laguna di Marano e Grado: (vai alla legge)

In rispondenza a tale norma la Giunta regionale, con DGR 1218 del 25 maggio 2007, ha deliberato “di dare avvio alle attività di caratterizzazione del sito di interesse nazionale di Trieste nella parte sud-orientale della Valle delle Noghere, corrispondente alla subarea individuata dal piano di caratterizzazione generale del sito medesimo con la sigla VN-A, e nell’alveo del Rio Ospo, che attraversa la stessa Valle delle Noghere” con riferimento alle aree pubbliche/inquinate dal pubblico.

A tale delibera è seguito il decreto di delegazione amministrativa n. ALP.8/2500-TS/BSI/5 dd. 14/11/2007 e l’EZIT, a seguito di procedura d’appalto europea, ha potuto avviare la caratterizzazione dell’area in esame nel settembre del 2008.

Relativamente alle aree private non inquinate dal pubblico la Giunta regionale, con DGR 1538 del 31 luglio 2008, ha deliberato di “autorizzare la prenotazione delle risorse necessarie per l’attuazione del piano di caratterizzazione del sito inquinato di interesse nazionale di Trieste nelle aree di proprietà privata comprese nella subarea denominata VN-A, da eseguirsi mediante affidamento in delegazione amministrativa all’EZIT”, cui è seguito il decreto di delegazione amministrativa n. ALP.8/2568-TS/BSI/5 dd. 15/12/2008.

Le attività in campo si sono concluse nel marzo del 2009 e nel dicembre successivo, ricevuti i risultati analitici, l’Ente ha provveduto a trasmettere alla R.A.F.V.G. il Rapporto finale di caratterizzazione del sito inquinato di interesse nazionale di Trieste nella subarea VN-A e nell'alveo del Rio Ospo, comprensivo sia delle aree pubbliche e potenzialmente inquinate dal pubblico sia delle aree private.
Sono in fase di definizione con la RAFVG i contenuti della nuova delegazione amministrativa, che prevederà il completamento delle caratterizzazioni delle parti rimanenti non ancora attivate.
Lavori edilizi urgenti ricadenti all'interno del SIN
In seguito alla "Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Trieste" (Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio 24/02/2003 in Suppl. ordinario n. 83 alla Gazz. Uff., 27 maggio, n. 121) prima di realizzare qualsiasi intervento che comporti la modifica dei suoli o interventi inerenti lavori edilizi è necessario eseguire la caratterizzazione del sito in oggetto mediante le disposizioni del Decreto Legislativo 152/06. Inoltre, nel caso di interventi urgenti, il Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare ha indicato, in sede di Conferenza di Servizi, le procedure da applicare in pendenza di indagini di caratterizzazione e il Comune di Trieste ha emanato a sua volta un'apposita circolare per i lavori edilizi ricadenti all'interno del SIN che recepisce le disposizioni della medesima Conferenza di Servizi.
Si riportano di seguito i due documenti:
  • Comune di Trieste: Circolare sulla gestione degli interventi edilizi all'interno del sito di interesse nazionale di Trieste. Recepimento dei contenuti del verbale della Conferenza di Servizi decisoria promossa dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio dd. 5/8/2004 e s.m.i. (.pdf)
  • Verbale della conferenza di Servizi decisoria dd. 5/8/2004 (estratto) (.pdf)

Rispetto a quanto previsto in tali documenti il Ministero ha recentemente precisato alcuni aspetti nell’ambito di specifiche procedure avviate nel SIN di Trieste. In particolare gli scavi di che trattasi sono ammessi solo nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

 

  1. i materiali derivanti dagli interventi di scavo/movimentazione dovranno essere classificati come rifiuti solidi ai sensi della normativa vigente in materia e conferiti ad idonei impianti di discarica, previa caratterizzazione;

  2. dopo gli scavi dovranno essere eseguite analisi sui campioni prelevati dal fondo e dalle pareti degli scavi medesimi al fine di definire lo stato qualitativo dei terreni lasciati in posto. Le attività di controllo delle pareti e del fondo dello scavo (ubicazione dei punti di campionamento, prelievo campioni, controanalisi di validazione) devono essere concordate con gli Enti di controllo locali (ARPA FVG e Provincia di Trieste);

  3. nel caso in cui venisse rilevata contaminazione sul fondo e/o sulle pareti degli scavi, gli scavi medesimi dovranno essere approfonditi e/o allargati fino a raggiungere il terreno conforme ai limiti fissati dalla vigente normativa in materia di bonifiche, in funzione della destinazione d'uso delle aree attraversate dagli scavi;

  4. nel caso in cui i materiali scavati non contaminati venissero riutilizzati in situ, dovranno essere rispettati i seguenti criteri:

    • le risultanze analitiche di detti materiali, riferite alla sola frazione granulometrica < 2 mm, devono risultare conformi ai limiti indicati dalla vigente normativa in materia di bonifica, colonna A o B, a seconda della destinazione d'uso delle aree in cui il materiale viene riutilizzato;

    • le risultanze analitiche dell’eluato ottenuto nel test di cessione, che utilizzi come eluente acqua deionizzata satura di CO2 di durata 24 ore, realizzato sulla frazione > 2 mm, devono essere conformi ai limiti della Tabella acque sotterranee allegata alla vigente normativa in materia di bonifiche;

  5. nel caso in cui non fosse possibile riutilizzare i terreni scavati non contaminati, per i successivi e necessari riempimenti dovrà essere impiegato materiale vergine di cava.

Inoltre ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 le infrastrutture destinate all’installazione di reti di distribuzione di energia da fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria.

 

Note relative alla bonifica di Siti Inquinati

  • APAT, ISS – prot. APAT 010680 dd.29.03.2007: Parere Tecnico “Richiesta di parere riguardo ai limiti di rilevabilità per i parametri 1,2,3-tricloropropano e 1,2-dibromoetano”
  • APAT – prot.009642 dd.21.03.2007: Parametri di input per elaborazione dell’analisi di rischio sito-specifica ai sensi del D.Lgs. 152/06
  • APAT – prot.31613 dd.07.11.2006: Sito di Interesse Nazionale di Porto Marghera - Proposta di integrazione del “Protocollo Operativo” per il campionamento e l’analisi dei siti contaminati - Fondo scavo e Pareti
  • APAT, ISS – prot. APAT 33360 dd.09.09.2005: Applicazione di tecnologie in situ per la bonifica delle acque sotterranee mediante l’iniezione di composti e reagenti chimici
  • Min. Amb. e T.T. - prot n. 1303/QdV/Di(B) dd.6.02.2004: Interventi modesti ed urgenti in sito inquinato di interesse nazionale
  • ISS - prot.039021 AMPP/IA.12. dd.22.10.2004: Individuazione delle sostanze definibili cancerogene e/o molto tossiche e/o persistenti per le quali, in caso di superamenti dei limiti maggiori di 10 volte il valore tabellare (hot spot), si deve provvedere alla rimozione o alla verifica dell'esaustività delle misure di messa in sicurezza di emergenza attuate mediante idonea analisi di rischio e successiva rimozione in caso di rischio inaccettabile
  • APAT , ISS, ARPAV - Proposta di criteri di valutazione delle analisi di rischio presentate per il sito di interesse nazionale di Porto Marghera (nota acquisita al prot. del Ministero dell'Ambiente e T.T. n.13231/QdV/DI dd.23.07.2004)
  • Min. Amb. e T.T. - prot. n. 12673/RiBo/Di/B dd.22.12.2003: Ristrutturazioni e/o edificazioni in sito inquinato di interesse nazionale
  • ISS - prot.024711 IA/12 dd.25.07.2002: Chiarimenti in merito al DM 471/99 (Valori tabellari, Messa in Sicurezza d'Emergenza, Valori del fondo naturale, VOC)
  • ISS - prot.026619 IA/12: Chiarimenti in merito al DM 471/99 relativo alle bonifiche dei siti contaminati - parametro "cianuri"
  • ISS - prot.028690 AMPP/IA.12. dd.01.07.2004: Valori di concentrazione limite degli idrocarburi nelle acque di falda alla luce della sentenza del TAR Campania n.7756/04 dd.3/532004
  • ISS - prot.024711 IA.12. dd.01.12.2003: Ricerca del parametro "Idrocarburi" nelle acque
  • ISS - prot.049759 IA.12. dd.17.12.2002: Problemi inerenti la presenza nei suoli e nelle acque di Piombo tetraetile
  • ISS - prot.057058 IA.12. dd.09.02.2001: Limiti accettabili nel suolo e nelle acque sotterranee di inquinanti organici ed inorganici non indicati nel DM 471/99
  • ISS - prot.017024 AMPP/IA.12. dd.14.05.2004: Criteri per la "validazione" dei dati analitici da parte degli Enti di controllo (ARPA, Provincia, ecc.)