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Delegazione amministrativa per l'Attuazione del Piano di Caratterizzazione e Analisi di rischio nel SIN di Trieste

20-04-2014

In conformità all’Accordo di Programma fra Ministero dell'Ambiente e T.T.M., Regione Autonoma FVG, Provincia di Trieste, Comuni di Muggia e Trieste, EZIT ed Autorità portuale di Trieste hanno sottoscritto il 25 maggio 2012 per gli «Interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e infrastrutturazione delle aree comprese nel SIN di Trieste» e al decreto di delegazione amministrativa della RAFVG n. SGRIF/2617/TS/BSI/5 dd. 28/11/2013 dovranno essere eseguite le seguenti attività:

- Modello idrogeologico dell’intero sito (previa eventuale terebrazione di nuovi piezometri);

- Completamento della caratterizzazione delle aree a terra;

- Raccolta ed inserimento in un’unica banca dati di tutti risultati delle caratterizzazioni (già eseguite e nuove);

- Redazione dell’analisi di rischio ove occorra.

Nel mese di febbraio 2014 sono state inviate a tutti i proprietari di terreni da caratterizzare ed alle relative aziende insediate:

- le richieste di autorizzazione all’accesso ai terreni stessi ed esecuzione delle attività previste nelle aree inquinate dal pubblico;

- le richieste di trasmettere la documentazione attestante l’avvio autonomo della caratterizzazione per le aree non inquinate dal pubblico oppure, qualora non si intendesse avviare in modo autonomo la caratterizzazione, l’autorizzazione all’accesso ed esecuzione delle attività previste (intervento sostitutivo della R.A.F.V.G.).

Sono stati interpellati altresì i proprietari ed insediati in aree in cui sono ubicati piezometri già eseguiti potenzialmente utilizzabili per elaborare il modello idrogeologico del sito.

L’elenco delle autorizzazioni acquisite è stato inviato alla R.A.F.V.G., che sta predisponendo un nuovo decreto di delegazione amministrativa che disciplini l’intervento nelle aree non inquinate dal pubblico in cui i proprietari non intendono attuare autonomamente la caratterizzazione (intervento sostitutivo).

A seguito della ricezione di tale decreto verrà pubblicato il bando di gara europeo per l’individuazione dell’esecutore delle attività sopra descritte.

Accordo di programma dd. 25/05/2012

30-05-2012

Il 25 maggio 2012 è stato sottoscritto a Trieste l’Accordo di Programma fra Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comuni di Muggia e Trieste, EZIT ed Autorità portuale di Trieste per gli "Interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e infrastrutturazione delle aree comprese nel SIN di Trieste".

L'Accordo, finalizzato anche a facilitare i soggetti responsabili ed i soggetti interessati ad operare la messa in sicurezza e la bonifica dei suoli e delle falde, offrendo a tali soggetti la possibilità di adottare procedure celeri e con tempi certi di risposta, tenendo conto del diverso impatto esercitato sulle aree di rispettiva competenza, suddivide gli interventi da attuare nell’ambito del SIN in due sezioni:

  1. Attuativa, comprendente i seguenti interventi:
    • Determinazione dei valori di fondo naturale o antropico dei suoli;
    • Studio per l’individuazione di obiettivi di bonifica coerenti con gli obiettivi di qualità previsti dal piano regionale di tutela delle acque.
    • Determinazione dei valori di fondo naturale o antropico delle acque per analiti ulteriori rispetto a Fe e Mn già approvati
    • Modello idrogeologico dell’intero sito;
    • Completamento della caratterizzazione delle aree a terra,
    • Redazione dell’analisi di rischio ove occorra;
    • Completamento della caratterizzazione dell’area a mare;
  2. Programmatica, comprendente i seguenti interventi:
    • Messa in sicurezza e bonifica delle acque sotterranee sulla base degli obiettivi di bonifica stabiliti dal Piano regionale di Tutela delle Acque;
    • Messa in sicurezza e bonifica dei suoli sulla base degli obiettivi di bonifica individuati con l’analisi di rischio;
    • Messa in sicurezza e bonifica dei sedimenti delle aree marino costiere e delle acque superficiali;
    • Presa d’atto dell’assenza di contaminazioni per le aree che ne presentano i requisiti a seguito della caratterizzazione, dell’analisi di rischio ovvero della messa in sicurezza o bonifica, con effetto liberatorio.
Nel seguito si riportano:
  1. Testo dell'Accordo di Programma firmato dalle parti.
    ( Accordo di Programma SIN-dd-25-05-2012.pdf )

  2. Slides predisposte dalla Regione Friuli Venezia Giulia per la presentazione alle Aziende dd. 29/05/2012.
    ( AdP SIN - Presentazione Aziende.pdf)

  3. Cartografia del Sito con evidenza delle Aree inquinate dal Pubblico.
    ( Aree intervento SIN.pdf )

  4. Schemi di flusso delle varie situazioni previste dall'Accordo di Programma
    ( Flusso Individuazione e bonifica.pdf e
    Flusso SIN.pdf)

S.I.N. Sito di Interesse Nazionale


Con riferimento al Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio 24/02/2003 (in Suppl. ordinario n. 83 alla Gazz. Uff., 27 maggio, n. 121) "Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Trieste", le aree da sottoporre ad interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d'emergenza, bonifica, ripristino ambientale e attività di monitoraggio sono individuate all'interno del perimetro indicato nella Cartografia. L'art. 1 stabilisce che l'attuale perimetrazione non esclude l'obbligo di bonifica rispetto ad eventuali, ulteriori aree che dovessero risultare inquinate e che attualmente, sulla base delle indicazioni degli Enti locali, non sono state individuate con il Decreto stesso. Viene inoltre stabilito che la perimetrazione potrà essere modificata con Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio nel caso in cui dovessero emergere altre aree con una possibile situazione di inquinamento, tale da rendere necessari ulteriori accertamenti analitici e/o interventi di bonifica.
La Legge Regionale 24/05/2004 n. 15 Riordinamento normativo dell'anno 2004 per i settori della protezione civile, ambiente, lavori pubblici, pianificazione territoriale, trasporti ed energia stabilisce all'art. 6 le disposizioni urgenti per eseguire la bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale di Trieste e della laguna di Marano e Grado: (vai alla legge)

 

Lavori edilizi urgenti ricadenti all'interno del SIN
In seguito alla "Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Trieste" (Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio 24/02/2003 in Suppl. ordinario n. 83 alla Gazz. Uff., 27 maggio, n. 121) prima di realizzare qualsiasi intervento che comporti la modifica dei suoli o interventi inerenti lavori edilizi è necessario eseguire la caratterizzazione del sito in oggetto mediante le disposizioni del Decreto Legislativo 152/06. Inoltre, nel caso di interventi urgenti, il Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare ha indicato, in sede di Conferenza di Servizi, le procedure da applicare in pendenza di indagini di caratterizzazione e il Comune di Trieste ha emanato a sua volta un'apposita circolare per i lavori edilizi ricadenti all'interno del SIN che recepisce le disposizioni della medesima Conferenza di Servizi.
Si riportano di seguito i due documenti:
  • Comune di Trieste: Circolare sulla gestione degli interventi edilizi all'interno del sito di interesse nazionale di Trieste. Recepimento dei contenuti del verbale della Conferenza di Servizi decisoria promossa dal Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio dd. 5/8/2004 e s.m.i. (.pdf)
  • Verbale della conferenza di Servizi decisoria dd. 5/8/2004 (estratto) (.pdf)

Rispetto a quanto previsto in tali documenti il Ministero ha precisato alcuni aspetti nell’ambito di specifiche procedure avviate nel SIN di Trieste. In particolare gli scavi di che trattasi sono ammessi solo nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
  1. i materiali derivanti dagli interventi di scavo/movimentazione dovranno essere classificati come rifiuti solidi ai sensi della normativa vigente in materia e conferiti ad idonei impianti di discarica, previa caratterizzazione;

  2. dopo gli scavi dovranno essere eseguite analisi sui campioni prelevati dal fondo e dalle pareti degli scavi medesimi al fine di definire lo stato qualitativo dei terreni lasciati in posto. Le attività di controllo delle pareti e del fondo dello scavo (ubicazione dei punti di campionamento, prelievo campioni, controanalisi di validazione) devono essere concordate con gli Enti di controllo locali (ARPA FVG e Provincia di Trieste);

  3. nel caso in cui venisse rilevata contaminazione sul fondo e/o sulle pareti degli scavi, gli scavi medesimi dovranno essere approfonditi e/o allargati fino a raggiungere il terreno conforme ai limiti fissati dalla vigente normativa in materia di bonifiche, in funzione della destinazione d'uso delle aree attraversate dagli scavi;

  4. nel caso in cui i materiali scavati non contaminati venissero riutilizzati in situ, dovranno essere rispettati i seguenti criteri:

    • le risultanze analitiche di detti materiali, riferite alla sola frazione granulometrica < 2 mm, devono risultare conformi ai limiti indicati dalla vigente normativa in materia di bonifica, colonna A o B, a seconda della destinazione d'uso delle aree in cui il materiale viene riutilizzato;

    • le risultanze analitiche dell’eluato ottenuto nel test di cessione, che utilizzi come eluente acqua deionizzata satura di CO2 di durata 24 ore, realizzato sulla frazione > 2 mm, devono essere conformi ai limiti della Tabella acque sotterranee allegata alla vigente normativa in materia di bonifiche;

  5. nel caso in cui non fosse possibile riutilizzare i terreni scavati non contaminati, per i successivi e necessari riempimenti dovrà essere impiegato materiale vergine di cava.

Inoltre ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 le infrastrutture destinate all’installazione di reti di distribuzione di energia da fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria.